Minacce all’avvocato, il racconto della vittima in aula. Acquisiti i messaggi audio
Il processo a carico di un 45enne per le intimidazioni al penalista D’Onofrio
a raccontato delle minacce ricevute anche in presenza del figlio minorenne. L’avvocato casertano Carmine D’Onofrio è stato escusso quale vittima del processo che vede imputato Alessandro T., 45enne di Caserta.
Il legale, nel corso dell’udienza celebrata dinanzi al giudice De Angelis del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha confermato i fatti cristallizzati nel capo d’accusa a carico dell’imputato. D’Onofrio ha spiegato il clima di tensione e i messaggi vocali dal tono intimidatorio inviati tramite Whatsapp, acquisiti al fascicolo del giudice nel corso dell’udienza. Condotte che sarebbero avvenute anche in presenza del figlio minore del penalista. Una situazione intollerabile conclusasi con una denuncia ai carabinieri in seguito alla quale venne anche disposta la tutela dinamica nei suoi confronti.
La vicenda risale alla primavera del 2024. L’avvocato D’Onofrio, che si è costituito parte civile con il collega Antonio Pota, venne minacciato dall’imputato dopo aver messo in esecuzione una sentenza civile che gli riconosceva le spese legali. Il penalista, quindi, venne minacciato mentre espletava le proprie funzioni. Il 44enne gli avrebbe inviato diversi messaggi via whatsapp dal tono minatorio: “Statt cert che prima o poi m’a venì sott”, avrebbe detto all’avvocato. Si torna in aula a settembre.
